Cosa sono i prestiti partecipativi

Cosa sono i prestiti partecipativi? E come funzionano? Si tratta di finanziamenti destinati esclusivamente alle piccole e medie imprese. Se anche tu ne gestisci una e desideri ottenere delle somme di denaro consistenti, ti invitiamo a continuare la lettura.

Mandare avanti un progetto imprenditoriale non è semplice. Ci vogliono delle risorse e un capitale iniziale non indifferente. Questa tipologia di finanziamento potrebbe consentirti tutto ciò, ma a quali condizioni? Ci sono più vantaggi o svantaggi?

Cosa sono i prestiti partecipativi? Spiegati semplicemente

Spiegare cosa sono i prestiti partecipativi per chi si approccia per la prima volta a questo mondo, potrebbe non esser così semplice. Se da un lato le aziende preferiscono (come ovvio che sia), ricevere soldi a fondo perduto, dall’altro aspetto ci sono altre tipologie che richiedono impegni più grandi.

Nello specifico, un finanziamento partecipativo consente l’accesso al credito per un periodo più lungo rispetto a quello a cui si è soliti. L’obiettivo finale è quello di sviluppare più risorse ed evolversi sotto ogni aspetto: moderno o tecnologico che sia.

Il capitale ottenibile è così ingente e a lunga durata, che quest’ultimo consentirebbe un ampio sviluppo dl progetto imprenditoriale. Motivo per cui, vedrai che ci sono dei rischi elevati che dovrai valutare minuziosamente per evitare un potenziale indebitamento.

Come funzionano i finanziamenti partecipativi

Come funzionano i finanziamenti partecipativi

Dopo aver visto cosa sono i prestiti partecipativi, vorremmo spiegarti dettagliatamente come funzionano. Essi sono regolamentati presso l’ordinamento legislativo italiano, con esattezza nell’articolo 35 della legge 5 ottobre 1991 n. 317.

Questa forma di prestito è anche nota come “innovativo“, perché consentirebbe all’azienda – come è stato preannunciato – di aumentare le sue risorse al fine di accrescere l’attività sotto l’aspetto economico ma anche sociale.

La peculiarità di questo finanziamento sta nella modalità di restituzione: una parte di denaro verrà stabilita in base al risultato che avrai ottenuto con la tua impresa. Quanto al piano di ammortamento, generalmente varia dal trimestre fino al semestre.

Esiste tuttavia un periodo di preammortamento, che può variare da un minimo di un anno a massimo tre anni. Parlando invece di durata contrattuale, solitamente essa va dai 5 a massimo 10 anni.

I finanziamenti partecipativi possono suddividersi in 2 tipologie:

  1. Finanziaria;
  2. Equity.

La differenza sostanziale tra le due soluzioni sta nella modalità di rimborso e degli eventuali rischi. Nel primo caso, la formula si basa sulla restituzione del denaro su base rateale.

La seconda prevede che l’ente finanziatore partecipi al capitale sociale dell’azienda a cui erogare il credito, assumendosi i rischi legati ad un suo possibile fallimento oppure traendone guadagno per i suoi successi.

Viene definito prestito partecipativo, anche perché l’azienda ha accesso immediato ad una liquidità anticipata che potrebbe essere utilizzata per un futuro rischio di impresa. Nel caso in cui ce ne sia bisogno, potrai utilizzare tutte le risorse per riprendere la piena operatività.

Ci sono 3 elementi molto importanti da conoscere per accedere a questo tipo di credito:

  1. Rimborso: la restituzione è a carico della tua impresa, il cui importo verrà calcolato in base all’aumento ottenuto sul capitale sociale e in rapporto all’ammortamento rateale del finanziamento.
  2. Remunerazione: essa sarà concordata anticipatamente ed include gli interessi. In aggiunta ad essi, è prevista una componente minima che può variare in base al tipo di prestito e a quanto rende l’impresa.
  3. Garanzie: la loro dimostrazione è utile per poter comprendere quanto un’azienda sia capace a poter restituire ed estinguere il suo debito. Le garanzie da presentare possono includere anche quelle personali dei soci.

I prestiti partecipativi sono convenienti?

Il target ideale dei prestiti partecipativi sono le startup. Le aziende all’inizio di un progetto imprenditoriale necessitano di fondi di denaro iniziali. Essi vanno destinati allo sviluppo e al mantenimento del business.

In questo caso quello che ti potrebbe essere utile è proprio un finanziamento partecipativo. In questo caso darai anche ai soci stessi, la possibilità di poter incrementare le risorse utili al fine di sviluppare il progetto nei migliori modi possibili.

Ogni Regione e banca, pubblica un bando i cui requisiti ed importi di denaro potrebbero variare. Dunque ti suggeriamo di dare un’occhiata al regolamento e comprendere l’effettiva convenienza.

In linea generale ecco i documenti che ti potrebbero chiedere:

  • Bilancio inerente agli ultimi 2 esercizi.
  • Iscrizione presso la Camera di Commercio di competenza;
  • Lista degli affidamento bancari e dei suoi utilizzi;
  • Programma delle attività e una relazione in merito alle azioni che svolgerà l’impresa;
  • Acconto versato per coprire le spese d’istruttoria.

Il prestito partecipativo risulterebbe conveniente nel momento in cui tu stia cercando di avviare un business con meno risorse rispetto a quelle che servirebbero per farlo andare. Ciò ti consentirebbe di accedere al credito tenendo costo di dover restituire un debito concordato anticipatamente.

Non vorremmo scoraggiarti, ma anche un’idea brillante potrebbe fallire. Quindi metti in conto prima di ricorrere ad un prestito per consolidare i tuoi debiti, del rischio a cui potresti andare incontro e fai le tue valutazioni.

Ora hai chiaro come funzionano i prestiti partecipativi e da dove derivi la sua definizione? Se hai una impresa e vorresti più chiarimenti, ti invitiamo a lasciare un commento in modo tale da poterti aiutare e rispondere al più presto.

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